Rettifiche
Quando serve una rettifica
Una rettifica è il modo di cambiare una giacenza senza che ci sia un documento a giustificarla: merce rotta, un ammanco, un reso rientrato, la correzione di un errore.
Non serve invece per contare: se stai verificando fisicamente cosa c’è a scaffale, il documento giusto è un inventario, che conta e riconcilia in un colpo solo. Fare il conteggio a colpi di rettifiche funziona, ma ti lascia senza il documento che dice quando hai contato e cosa hai trovato.
Le due modalità
Si può lavorare in due modi, e il risultato è lo stesso:
- a differenza — dichiari quanto togliere o aggiungere:
−3,+10; - a quantità finale — dichiari quanto dev’esserci alla fine, e StockBz calcola da sé la differenza da registrare.
La seconda è una comodità: anche quando la usi, quello che finisce nello storico è sempre il movimento, cioè la differenza.
Il motivo è obbligatorio
Ogni rettifica richiede un motivo, scelto da un elenco. Non è burocrazia: è ciò che rende lo storico leggibile fra sei mesi, quando la domanda sarà «perché qui mancano dieci pezzi».
I motivi disponibili da subito sono sei — Correzione, Danneggiato, Ammanco/Furto, Reso, Promozione, Conta ciclica — e un amministratore può aggiungerne altri per la tua azienda.
Oltre al motivo puoi scrivere una nota libera. La nota resta in StockBz: non viene mai riportata su Shopify, perché lì un movimento di giacenza non ha un campo dove scriverla.
Cosa succede al costo
Una rettifica non cambia il costo medio della variante: cambia la quantità, non quanto quella merce è costata. Il valore di magazzino si muove di conseguenza, il costo unitario no. Vedi Costi.