Costi
Tre numeri, mai uno solo
Il costo di un articolo non è un numero unico, e tenerne uno solo produce margini sbagliati. StockBz ne tiene tre, separati apposta.
Il costo dichiarato
È quello che scrivi tu nella scheda della variante: quanto dovrebbe costarti. È anagrafica — cambia quando lo cambi tu, e basta.
Se il negozio Shopify è collegato, questo campo viene inizializzato dal costo per articolo di Shopify quando la variante nasce (o quando importi il catalogo scegliendo di sovrascrivere). Da lì in poi il proprietario è StockBz: non è un campo che resta agganciato a Shopify.
Il costo medio
È quello che StockBz calcola dai carichi, ed è il costo reale della merce che hai in casa. Non si scrive a mano.
La regola è una sola, e conviene tenerla a mente perché spiega tutto il resto:
Solo un carico con un costo dichiarato muove la media. Tutto il resto la legge e la congela.
Quindi: una spedizione non cambia la media, un trasferimento nemmeno, e nemmeno una differenza d’inventario. Quest’ultima è la meno ovvia — se il conteggio trova dieci pezzi in meno, quella è una perdita di magazzino, non una notizia sul prezzo del fornitore: cambia il valore perché è cambiata la quantità, non il costo unitario.
Anche un reso che rientra non inventa un costo nuovo: la merce rientra al valore a cui era uscita.
Il costo congelato sul movimento
Ogni movimento porta con sé quanto valeva quella merce in quel momento, scritto una volta e mai più toccato. È questo il numero che serve per il margine di una vendita, ed è anche il motivo per cui rivedere uno storico di un anno fa mostra i costi di allora e non quelli di oggi.
Quando il costo non c’è
Una variante che non è mai stata ricevuta con un costo dichiarato non ha un costo medio, e i suoi movimenti restano senza valore. Non è zero: è vuoto — e la differenza è importante, perché leggerlo come zero farebbe sembrare che quella vendita abbia avuto un margine del cento per cento.
Si riempie da solo al primo carico valorizzato.